{"id":150,"date":"2017-07-08T03:01:38","date_gmt":"2017-07-08T01:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.air-radio.it\/?p=150"},"modified":"2017-07-08T04:00:44","modified_gmt":"2017-07-08T02:00:44","slug":"caratteristiche-di-un-ricevitore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.air-radio.it\/index.php\/2017\/07\/08\/caratteristiche-di-un-ricevitore\/","title":{"rendered":"Caratteristiche di un ricevitore"},"content":{"rendered":"<p>Un radioricevitore \u00e8 un dispositivo adatto alla ricezione e traduzione in segnale sonoro di segnale radio.<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Stile12\"><strong>Banda ricevibile<\/strong>\u00c8 la banda, o pi\u00f9 bande, di frequenza che il ricevitore \u00e8 in grado di sintonizzare. In genere i moderni ricevitori sintonizzano in modo continuo le frequenze da 100 kHz a 30 MHz, equivalenti in lunghezza d&#8217;onda da 3000 metri a 10 metri. Sono per\u00f2 ancora presenti sul mercato apparati con commutatore di banda: il commutatore seleziona una parte delle frequenze entro cui sar\u00e0 effettuata la sintonizzazione. Sono apparati di vecchio tipo la cui estensione di bande totali \u00e8 ridotta, in genere, da 160 kHz a 30 MHz, ma con zone di frequenza non coperte: pur essendo obsoleti sono ottimi ricevitori. Vi sono poi ricevitori speciali, ex militari, con ricezione da 10-12 kHz a salire; altri con copertura per le bande alte da 25 MHz a 60 MHz.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li class=\"Stile12\"><strong>Sensibilit\u00e0 dinamica<\/strong>La sensibilit\u00e0 \u00e8 il livello di segnale minimo a cui il ricevitore incomincia a ricevere. \u00c8 un livello espresso in \u00b5V, microvolt (milionesimo di volt), misurabili ai capi dell&#8217;antenna. La sensibilit\u00e0 \u00e8 relativa al modo di ricezione (e ovviamente di trasmissione). \u00c8 pi\u00f9 elevata per le emissioni in SSB &#8211; CW, minore per le emissioni in AM e FM. Un buon ricevitore moderno ha una sensibilit\u00e0 per il modo AM di 1,5-2 \u00b5V per la banda da 2 MHz a 30 MHz, di 3-5 \u00b5V per le bande 0,1-2 MHz. Per i ricevitori di vecchio tipo, magari a valvole, la sensibilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 o meno simile o di poco inferiore. Per quanto riguarda invece i ricevitori portatili (Sony SW55 e consimili, tanto per fare un esempio) la sensibilit\u00e0, se espressa, \u00e8 in misura di campo, campo a radiofrequenza ricevibile, in quanto non hanno un connettore di antenna a cui riferirsi per la misura; si tratta quindi di un altro modo di misurazione non del tutto confrontabile. Vi \u00e8 un altro dato tecnico che \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 importante della sensibilit\u00e0 ed \u00e8 il valore di dinamica di ricezione. Questo dato, espresso in dB, di solito non viene fornito; solo nei ricevitori professionali \u00e8 riportato unitamente alle modalit\u00e0 di misura. Per descrivere cosa sia la dinamica dobbiamo fare un esempio. Sintonizziamo il ricevitore a 11820 kHz (\u00e8 una emissione della BBC), il segnale \u00e8 debole ma ben ricevibile. Ad un tratto il segnale si abbassa, di colpo. Se ci spostiamo con la sintonia troviamo, spostato di 50 kHz in alto, quindi a 11870 kHz, una forte portante, un segnale non modulato, di intensit\u00e0 tale da portare l&#8217;ago dello S-meter oltre la met\u00e0 della scala (5 9+10): cosa \u00e8 avvenuto nel ricevitore? La presenza di un segnale forte ha &#8220;bloccato&#8221; lo stadio mescolatore, lo ha portato fuori linearit\u00e0, alterando (momentaneamente) le caratteristiche del ricevitore. Bene, in parole semplici, questo fenomeno si chiama bloccaggio o blocking; se si misura il livello del segnale che ha prodotto il bloccaggio si trover\u00e0 che \u00e8 almeno 2\u00b5V equivalenti a -4ldBm, ora il nostro ricevitore ha, come dato caratteristico, una sensibilit\u00e0 di 1,2 \u00b5V equivalenti a -105 dBm. Attenzione ora: la dinamica di ricezione risulta: 105-41 = 64 dB. Il nostro ricevitore presenter\u00e0 la massima sensibilit\u00e0 solo entro questi valori: in presenza di segnali forti vicini, entro 50 kHz, si riduce e pu\u00f2 poi presentare altri difetti quali la presenza, al doppio della differenza tra i segnali interferenti, di segnali immaginari o spuri. In termini inglesi la dinamica \u00e8 menzionata come Range Dinamico Libero da Risposte Spurie il che \u00e8 pi\u00f9 corretto in quanto il ricevitore continua a funzionare anche se in modo anomalo. Le modalit\u00e0 di misura e di valutazione del range dinamico possono variare sia per il modo ricevuto (SSB, CW o AM) e sia per la distanza tra i segnali presunti e simulati. Le interferenze vengono poi definite anche come IMD di 20 o IMD di 30 ordine (IMD = intermodulazione). \u00c8 qui evidente che non serve avere un ricevitore molto sensibile quanto averne uno che abbia una estesa dinamica.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li class=\"Stile12\"><strong>Selettivit\u00e0<\/strong><strong>1a\u00a0media frequenza e segnali immagine<\/strong>. Tutti i ricevitori sono del tipo supereterodina, ovvero a cambiamento di frequenza. La frequenza ricevuta, quella sintonizzata e indicata dal display, viene cambiata, nello stadio mixer, in quella definita media frequenza o 1a\u00a0media se sono pi\u00f9 di una (infatti di solito sono due o tre). Nei dati tecnici di un ricevitore viene indicato:\u00a0<em>reiezione di immagine &#8230; tot dB<\/em>\u00a0ed anche\u00a0<em>reiezione di 1a\u00a0media &#8230; tot dB<\/em>. Anche qui per capirci ci serve un esempio. Supponiamo che il nostro ricevitore abbia una media frequenza di 9 MHz: sintonizziamo un segnale a 12 MHz, quindi l&#8217;oscillatore locale, pilota del mixer, avr\u00e0 frequenza di 21 MHz. Infatti OL 21MHz &#8211; MF 9MHz = Segnale 12 MHz (leggi: Oscillatore Locale 21 &#8211; Media Frequenza 9). Fin qui tutto bene. Ora, se contemporaneamente fosse presente un forte segnale a 30 MHz, lo si potrebbe sentire anche bene perch\u00e9 30 &#8211; 21 fa ancora 9 MHz. La conversione di frequenza a 9 MHz \u00e8 possibile con un oscillatore locale di 12 MHz sia per un segnale di 12 MHz che per uno di 30 MHz. Solo i circuiti sincronizzati premixer sono di lieve ostacolo: sincronizzati in traking a 12 MHz, reiettano il segnale di 30 MHz, ma non pi\u00f9 di tanto. Il segnale, nei nostro caso di 30 MHz, viene definito immagine. Cosa \u00e8 possibile fare? Il costruttore\/progettista dell&#8217;apparato ricevente ha due possibilit\u00e0: mettere dei filtri sintonizzati in passo con il circuito di oscillazione locale (e questa era la soluzione adottata per i ricevitori di vecchio tipo) oppure, pi\u00f9 drasticamente, utilizzare un valore di 1amedia elevato, pi\u00f9 elevato della massima frequenza ricevibile, quindi effettuare una Up Conversion. Infatti tutti i ricevitori di moderna concezione hanno valori di 1a media tra 40 MHz e 70 MHz per il range di ricezione tra 100 kHz e 30 MHz, molto pi\u00f9 elevata per i ricevitori VHF. Il problema immagine in questi casi non si presenta o almeno ha una reiezione di oltre 100dB. Per quanto attiene alla selettivit\u00e0 essa \u00e8 affidata a filtri al quarzo o meccanici di grande efficienza e una volta inseriti, a seconda del valore indicato di banda passante, forniscono una selettivit\u00e0 assoluta. Chi usasse un vecchio ricevitore con selettivit\u00e0 ottenuta da filtri di tipo induttivo, avrebbe forse qualche problema nel separare le emissioni radioamatoriali (di solito accavallate una sull&#8217;altra) ma beneficer\u00e0 di una qualit\u00e0 musicale migliore sulle broadcasting, generalmente ben separate tra loro.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li class=\"Stile12\"><strong>Stabilit\u00e0<\/strong>Anche in questo caso il moderno \u00e8 ben pi\u00f9 stabile del vecchio. Infatti tutti i ricevitori a sintesi digitale, sia del tipo PLL che del tipo DDS, hanno come riferimento un solo campione, di solito a quarzo stabilizzato. Quindi una volta assestati, 10 minuti circa dall&#8217;accensione, sono stabili e sicuri sulla sintonizzazione. Per gli apparati di vecchio tipo, che per loro natura hanno un oscillatore libero, solo alcuni, prodotti da case famose, sono quasi stabili entro un&#8217;ondulazione accettabile, ma a patto di lasciarli &#8220;scaldare&#8221; per un&#8217;ora e poi di non spegnerli per molto tempo. Anzi il loro impiego prevedeva di non spegnerli mai!<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li class=\"Stile12\"><strong>Antenne esterne<\/strong>Un ricevitore professionale o di buona qualit\u00e0 \u00e8 un apparato indipendente da un sistema di antenna, ovvero le sue caratteristiche sono, o dovrebbero essere, tali da non comprendere il sistema d&#8217;antenna. Richiede solo che l&#8217;impedenza d&#8217;ingresso, d&#8217;antenna appunto, sia adeguata. Cos\u00ec infatti viene specificato di solito:\u00a0<em>Impedenza Antenna = 50 ohm<\/em>, oppure\u00a0<em>Impedenza antenna = 50 ohm\/600 ohm<\/em>. Nel primo caso si richiede quindi che l&#8217;antenna in uso, qualunque essa sia, venga terminata con un cavo coassiale di 50 ohm accettando variazioni tra 25 e 75 ohm. Nel secondo caso si pu\u00f2 utilizzare sia un&#8217;antenna a 50 ohm che un&#8217;antenna, o meglio un sistema, con un&#8217;impedenza di 600 ohm +\/-50%.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota<\/p>\n<p>Si ringrazia Rinaldo Briatta per la preziosa collaborazione<\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>R. Briatta, N. Neri, Costruiamo le antenne filari, la\u00a0ediz., Faenza, C &amp; C Ediz. Radioelettroniche, 1994, f.to 17&#215;24. pp. 192.<\/p>\n<p>R. Briatta, N. Neri, Costruiamo le antenne direttive e verticali, la\u00a0ediz., Faenza, C &amp; C Ediz. Radioelettroniche, 1994, f.to 17&#215;24, pp. 191.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un radioricevitore \u00e8 un dispositivo adatto alla ricezione e traduzione in segnale sonoro di segnale radio. 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